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domenica 19 ottobre 2014

STEVE FOGLIA PRESENTA "STEVE IN WONDERLAND": UN DISCO DI SANO HARD ROCK


Steve Foglia, batterista ligure promessa della scena italiana ci delizia con un nuovo disco: "Steve in Wonderland". Cosa ci aspetta all'orizzonte di questo secondo full-lenght? Dell'Hard rock molto melodico farcito da tantissimo groove. Il sound moderno, infatti, ricalca le orme del passato arricchendole di nuova enfasi e vitalità.
Il lato tecnico non è sicuramente il punto d’impatto del disco in sé, poiché tutto è incentrato sul lato cadenzale dei pezzi. L'opener Fight for Justice ci rimanda ad atmosfere medievali, incitando, essenzialmente, alla ribellione e alla giustizia. Piacevole sorpresa del brano è il cantante: Blaze Bayley. Sì, avete udito molto bene, Blaze Bayley, notissimo per aver militato negli Iron Maiden in X-Factor e Virtual Eleven, ci delizia con la sua consueta perfomance cupa, rauca ed energica. La canzone è molto lineare e non si riscontrano cambi rilevanti o momenti di estati, eccetto l'assolo che ci mostra un buon comparto tecnico generale. Few Days to The End riprende molto lo stile anni '80 delle band Hard Rock dell'epoca.

L'Hammond in sottofondo caratterizza lo stile di Steve Foglia e si sentono chiare reminescenze Dokken. Numbers è un pezzo energico che incede in un vago stile Glam Metal. I riff martellano le battute, le vocals sono molto tirate e graffianti. Da brividi il momento calmo evidenziato da un assolo lento di chitarra con note in hammond in sottofondo molto sentimentali e ritmica pulsante.



Wrong Hole riprende un po' le sonorità Blues e Rock N'Roll. La canzone risulta molto easy-listening e familiare. Si propone essenzialmente come un manifesto energico di orecchiabilità dove la tecnica è completamente asservita alla funzionalità del brano stesso. Love's Gate è una tipica canzone d'amore dalle atmosfere molto melodiche e cadenzate in un contesto nostalgico che guarda indietro agli anni '80. Walking in Wonderland ci trasporta in quella che sembrerebbe una giungla. Tutto cambia con la parte di piano accompagnata dall'organo in sottofondo e dagli struggenti violini. Questo pezzo è diverso dagli altri poiché la voce si fa dolce, soave e cotonata quasi come un abbraccio. Francesca Foglia accompagna il cantante Simone Seth Borsellini in un interessante duetto che evidenzia ancor di più il tema teatrale generale.
La nostalgia si fa sentire molto grazie all’interessante cover di We're an American Band dei Grand Funk Railroad in tutta la sua energia e vigore. La final track Club 27 è un’altra canzone stile hard rock che non presenta numerose differenze rispetto agli stilemi precedenti. La band di Steve Foglia certamente non è premiata per l'originalità ma rievoca in maniera qualitativa momenti che molti di noi non hanno mai dimenticato.

Per coloro che cercano l’esasperazione tecnica, i virtuosismi e l'eclettico il disco non è certamente adatto. Per quelli che, invece, vogliono divertirsi ascoltando un prodotto accattivante e divertente, ricco di riferimenti al passato in chiave moderna non possono far altro che apprezzare questo buon lavoro.

Ps: non sembra anche a voi che il cantante ricordi un po' la timbrica di Geoff Tate dei Queensryche

Voto: 6,8/10


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